lunedì 22 dicembre 2014

no longer live rock'n roll

l'amica, sui 40, posta su facebook la notizia che gli AC/DC verranno a imola per un concerto, unica data in italia. visto che è reduce dalla partecipazione a un concerto di peter gabriel, commento: "ma qualcuno di vivo, ogni tanto, viene?". faccio seguire, a mò di esempio, alcuni concerti a cui mi sarebbe piaciuto assistere e che mi son perso causa spending review: massive attack, black keys, arcade fire, arctic monkeys. dopo qualche altra battuta, l'amica rilancia con il concerto venturo di mark knopfler. ora, nemmeno i massive attack son più giovanotti (robert del naja quest'anno ne compirà 50, grant marshall 56), ma knopfler è arrivato all'età pensionabile e, oltre a ciò, sfido chiunque a citarmi un brano diventato famoso/significativo, suonato da knopfler e posteriore a calling elvis (1991).

il mio ultimo commento è stato: il rock è roba da giovani. chi lo dice? il rock stesso lo dice, fin dal 1965, quando roger daltrey aveva 21 anni e cantava hope i die before i get old, perché il rock è soprattutto un'attitudine (o forse un atteggiamento?) caratterizzata dall'insofferenza verso le regole stabilite e le gerarchie, verso l'autorità in generale e se c'è una certezza, al mondo, è quella che non è a cinquant'anni che ti vien voglia di fare la rivoluzione; e poi c'è pieno di ventenni incazzati e a cui piace il rumore, il sesso, l'alcool e le altre droghe come si conviene alla loro età e a cui sarebbe il caso di guardare se si sta cercando freschezza e novità e non la conferma del fatto che musica bella come una volta, signora mia, non se ne fa più.

il fatto è: ci piace il rock (e ciò che rappresenta) oppure ci piace la musica di quando eravamo giovani? voglio dire, se nella lista dei rimpianti sostituiamo david bowie con claudio villa, otteniamo mia nonna, che era del '94 (milleottocento, of course) e che però sarà stata giovane pure lei, e infatti si ricordava di claudio villa coi capelli. non vi dico però la delusione quando si venne a sapere che era comunista: il suo commento fu "le solite chiacchiere a vanvera dei giornali".

non confondiamo la nostalgia con la qualità, perché il ricordo è spesso menzognero e tante cose che trent'anni fa ci pareva che spaccassero, riascoltate oggi, peccano di ingenuità o di approssimazione: il resto che serviva per la costruzione del mito, ce lo mettevamo noi con il nostro entusiasmo di ventenni, quando eravamo pronti a tagliarci una mano per un'idea, fosse anche il mio gruppo è meglio del tuo.

lunedì 11 agosto 2014

sì, però

notte di san lorenzo a guardare le stelle e a sentire una tribute band dei pink floyd. potrei già dire, usando i loro versi, che

all that is gone
and all that is now
and all that's to come
and everything under the sun is in tune
but the sun is eclipsed by the moon

e con questo potrebbero finire i miei commenti, ma voglio esplicitare.

non voglio entrare nel merito della qualità della band: sarebbe ingeneroso e forse, dopotutto, come ho detto a mio fratello, sono io che mi aspetto troppo dalle persone. e poi il biglietto di ingresso era ridicolo e il ricavato andava in beneficenza, e in un'altra circostanza, forse con un gruppo diverso, sarebbe stata una serata azzeccata, compresa la stella cadente che ha salutato l'inizio del concerto e che pareva messa là da un'accorta regia, tanto che s'è meritata l'applauso del pubblico.

però.

voglio fare le bucce alla scelta del repertorio. la prima parte è stata dedicata tutta alla riproposizione di the dark side of the moon, integralmente e quasi senza interruzioni; dopo un breve intervallo, si è proseguito con titoli presi abbastanza a casaccio; cito a memoria e secondo l'album (forse non saranno tutti - si è capito che da un certo punto in poi ero piuttosto distratto, se non infastidito?):

shine on, you crazy diamond
welcome to the machine
wish you were here

cymbaline

if

one of these days

in the flesh

mother
another brick in the wall
nobody home
comfortably numb
run like hell

tirando le somme, oltre al citato tdsotm, a parte tre, hanno suonato pezzi da wish you were here e da the wall. tutto bene. oh, noi tutti floydiani amiamo dark side e ce lo ascoltiamo in media... no, non lo ascoltiamo più perché ci suona in mente e lo si mette sul lettore giusto ogni tanto, e ovviamente amiamo alla follia wish, come pure (ma forse un po' meno) amiamo the wall, ma...?

...sono la parabola discendente della storia dei pink. ironia inconsapevole e involontaria, prima del concerto stavano mandando il documentario della bbc della serie classic albums che riguardava la storia di tdsotm: sarebbe bastato guardarselo e ascoltare (o leggere i sottotitoli) per capire che, per quanto rappresenti lo stato dell'arte della musica dei floyd, è stato anche un punto di non ritorno, il punto in cui sei consapevole di essere un semidio e di avere a disposizione illimitati mezzi, e diventa difficile rimanere integri e non cedere a personalismi, narcisismi, botte di strabordanza dell'ego - cosa che puntualmente è avvenuta e minuziosamente raccontata in the wall, con tutte le nevrosi di waters che diventano causa ed effetto di un album molto vicino al delirio paranoide. come anche wish you were here altro non è che una accorata constatazione di quanto i floyd avessero perduto in spontaneità e lucida follia, pur guadagnando in fama, notorietà e denaro senza per questo perdere del tutto in onestà intellettuale. però, però, i tempi del pazzo diamante sono andati per sempre, ingoiati nei buchi neri che barrett aveva in fondo agli occhi.

roba che ogni volta che vedo quanto fosse

bello

syd barrett da giovane - e sano - mi verrebbe da piangere.

insomma, noi che amiamo i floyd fin dai rumori spaziali di astronomy domine e magari anche da prima, che sappiamo quanto la follia barrettiana abbia spianato la strada ai pink floyd che son venuti dopo, ameremmo anche, ogni tanto, sentire che ne so, set the controls, oppure careful, o magari arnold layne, o anche solo see emily play.

e mò scusate che c'ho sul piatto the piper at the gates of dawn.


martedì 22 luglio 2014

un appello con scarsa speranza

sull'onda della nostalgia provocata dalla visione di "one down five to go", simo ed io ci siamo messi a (ri)guardare monty python and the holy grail.

sconforto.

affidare il doppiaggio di una cosa sottile come i monty python a quei (vituperio a piacere) del bagaglino è stata una scelta perlomeno criminale: voci a cazzodicane, dialoghi e contenuti stravolti. lo so, è cosa nota e stranota, ma penso che un vero fan dei python dovrebbe scriverlo un giorno sì e l'altro no, e magari far girare una petizione per far ridoppiare il film da qualcuno con un po' più di cervello e di rispetto per gli autori.

ecco, magari, nel quarantennale dell'uscita del film, poteva essere una buona idea per un omaggio, seppur tardivo.

per tutti, un frammento in lingua originale,



...e magari potete leggere il copione.

mercoledì 2 luglio 2014

senza gridare al miracolo

jersey boys è un bel film, o perlomeno un film godibile. non cambierà la vostra vita, non vi fornirà risposte, né indicazioni, né illuminazioni su cose conosciute ma viste da un diverso punto di osservazione; però vi terrà attaccati alla poltrona e, dopo due ore e mezza di spettacolo, vi troverete a dire: "già finito?". almeno, a me è successo: forse perché mi appassiona tutto ciò che racconta come nasce la musica, forse perché clint eastwood ha la mano giusta per raccontare, quella cioè che ti espone la storia senza infiocchettarla con espressioni troppo personali, forse perché gli attori son tutti davvero bravi, anche nel recitare la scontatezza e la prevedibilità di certi comportamenti. e probabilmente ha ragione dantès: potendo, sarebbe meglio guardarlo in lingua originale.

e poi il balletto finale è imperdibile.


giovedì 26 giugno 2014

committed

mi domando, oziosamente, che gusti avrei avuto in fatto di uomini, se fossi nato donna. non mi rispondo: uno, perché non soffro (ancora) di sdoppiamento della personalità, e due, perché i periodi ipotetici dell'irrealtà mi risultano molesti, soprattutto in materia di cambio di sesso. dai, lo abbiamo conosciuto tutti, uno che diceva che, se fosse rinato donna, l'avrebbe data a mezzo mondo. comunque io, in caso di reincarnazione con cambio di genere, non avrei l'ambizione di salvare metà del mondo maschile dalla verginità, ma solo di godermela al meglio.

una volta, con un'amichetta di letto, si giocava a fare le zoccole in tal senso, e si decise all'unanimità dei pareri che uno a cui l'avremmo data volentieri era jack white: impressione che confermo assolutamente anche oggi. beccatevi questa:



parlando non più da femmina imputtanita (o da puttana infemminita, dipende) ma da ex musicista, quel che mi piace di jack white è che è un animale, ma non è una bestia; che si atteggia, ma non è uno sbruffone. l'idea che dà è quella di un musicista di altri tempi, tempi pionieristici quando una fender costava un occhio e allora ti dovevi arrangiare con quello che c'è; tempi ammantati di mistero e mitologia - secondo me jack white crede fermamente che robert johnson abbia incontrato il diavolo a un crocicchio - in cui il musicista era una specie di sciamano, uno che possiede un sapere e lo usa non per il suo potere personale, ma per rendere un servizio e, in definitiva, per migliorare il mondo (comunque le groupies son sempre benvenute, che c'entra).

jack white è diventato per me un idolo assoluto quando ho visto it might get loud: una chiacchierata fra tre amici e colleghi, due dei quali si trovano casualmente ad essere due leggende viventi del rock - jimmy page e david evans aka the edge - e il terzo è appunto lui, che secondo me avrebbe tutte le carte in regola per diventare pure lui una leggenda, se solo ancora si creassero miti e leggende attorno alle rockstar, perché lui si comporta come se fosse già una leggenda, cioè mantenendo l'equilibrio tra la consapevolezza dei propri mezzi e il rispetto per la musica e per la creatività stessa, come se fossero doni che gli vengono da altrove, un altrove che in questo caso non è divino ma estremamente umano - gli echi di page e bonham nel suo stile chitarristico e batteristico sono ben evidenti.

insomma, un occhio riverente al passato e uno, sfrontato, rivolto al futuro, con i piedi saldamente piantati nella tradizione del rock e del blues più sanguigni. e un volume che devasta, come un toro che scalcia. fatevi un favore: guardando il video collegate il pc a un impianto audio potente e alzate ben benino il volume.

ecco: probabilmente a jack white gliela darei per questo suo essere (o perlomeno sembrare) committed, impegnato, ma con una sfumatura di devozione. e se sei committed nella musica, magari lo sei anche a letto.

sempre se fossi una donna, beninteso.

lunedì 26 maggio 2014

schadenfreude?

sapete, né matteo renzi né il suo modo di fare mi sono simpatici, ma saluto con molto più favore il suo 40% che un eventuale sorpasso del m5s nei suoi confronti (tanto, che in italia possa esistere una sinistra è una favola a cui nessuno crede più).

è vero, ce l'ho in maniera particolare con i cinquestelle e con tutta la loro retorica fatta di arroganza travestita da desiderio di rivalsa contro i disonesti, e contro di loro le battute giustamente si sprecano, visto che costantemente offrono loro il fianco: tutto questo parlare alla pancia lascia intendere che manchi un cervello per recepire istanze più complesse. e poi, anche a voler fare al moVimento la tara degli insulti, delle volgarità e delle supercazzole del suo portavohahahahaha, quello che rimane è un branco di volenterosi, sì, ma perlopiù incapaci e io ho sempre pensato che un incapace, per quanto onesto, faccia gli stessi danni di un malfattore.

più tronfi e arroganti dell'esercito persiano alle termopili, arrivano alle elezioni europee convinti di arrivare a un risultato epocale tipo bè forse la maggioranza assoluta dei voti non la prenderemo, ma che superiamo renzie e il piddimenoelle, quello sicuro, e invece di epocale prendono solo una tranvata tale che il piddimenoelle prende il doppio di voti rispetto ai loro. la faccia della lombardi che non ha niente di meglio da dire che rimandiamo al dato certo per fare tutte le valutazioni del caso, come un qualsiasi altro politico della prima repubblica in caso di evidente tranvata, non ha prezzo. per tutto il resto, ci sono gli ottanta euri di renzi.

e adesso,

#afareinculocominciatu
#toglitidaicoglioni
#machedavero

giovedì 22 maggio 2014

22 maggio

il 22 maggio del 1990 la microsoft rilascia windows 3.0. chi oggi accende il suo pc e si trova quasi immediatamente davanti lo spettacolino del desktop con le varie icone dei suoi applicativi preferiti, magari sullo sfondo della cena in emmaus riveduta e corretta, probabilmente non si ricorda la tristezza di uno schermo totalmente nero con il cursore lampeggiante a cui dovevi intimare

win

prima di poter accedere a un mondo magico e colorato fatto di finestre e di icone che qualcuno, all'epoca, credendo al fascino di qualcosa di esotico, chiamava addirittura ìcone, come se non fosse bastato importare dall'inglese quell'icon che nel frattempo aveva fatto tutto il giro dal greco di bisanzio alla russia e continuando incontro al sole fino a sbarcare in america dalla parte opposta da dove era arrivato colombo, ignaro che in italia lo conoscessimo già. oddio, forse non tutti. però qualcuno già conosceva quei quadretti russi con le madonne.


comunque, ambiente operativo o sistema operativo, come è stato in seguito nobilitato, windows ha fatto avvicinare al pc un sacco di gente che prima di allora non si sarebbe mai sognata di interagire con lui a suon di comandi MS-DOS, peggio ancora se da compilare in uno script usando EDLIN.

visto alla luce dei recenti deliri pentastellari, insomma, windows 3.0 è stato l'inizio della fine.


mercoledì 21 maggio 2014

21 maggio

il 21 maggio 1927 charles lindbergh completa il primo volo transatlantico senza scalo in solitaria. cinque anni dopo, nello stesso giorno, amelia earhart compie la stessa impresa.

charles lindbergh diventò famoso allora quanto oggi una popstar, attirandosi anche le attenzioni dei malvagi, come è riportato anche nel film di clint eastwood j. edgar. alla earhart non rapirono un figlio, in compenso è sparita lei stessa durante il suo tentativo di giro del mondo seguendo la rotta equatoriale, così che la sua sorte è andata a diventare una delle tante domande senza risposta, tanto da essere elencata da richard ashcroft tra le cose che un giorno sapremo.


ma per me amelia earhart rimane quella dell'omaggio appassionato di joni mitchell:

a ghost of aviation
she was swallowed by the sky
or by the sea, like me she had a dream to fly
like icarus, ascending
on beautiful, foolish arms

martedì 20 maggio 2014

ma che davero?


altro che le email di ragazze dalla russia tradotte con google translate. no, prendetevelo, un attimo di tempo per leggere accuratamente tutte le cazzate che ha sparato in 2'37". poi andate a votare, se proprio. grassetti miei.

Sto leggendo un po', ma siamo abbastanza messi bene, voglio dire, però adesso stiamo mettendo a punto un algoritmo, che è l'svg4 di out e crowd sourcing in modo che si possano intensificare e intersecare tutti i dati mondiali delle banche e delle dichiarazioni fiscali.
In modo che questa gente non è che adesso dice "adesso vado via do le dimissioni e basta", devono restituire quello che hanno preso, quindi si fa un'intersecazione (?) con questo algoritmo che, vi ripeto, è un cross checking in modo da vedere il loro 740 all'inizio, il 740 di oggi, decurtata, con questo algoritmo che lo fa automaticamente, uno stipendio di 1200 euro al mese, quello che rimane verrà restituito.
Si porranno dei sequestri, come i mafiosi, coi mafiosi ci siamo riusciti ma questi sono leggermente peggio, quindi bisognerà, oltre all'outsourcing fare un crownd outsourcing (??) che sarebbe quello di una valutazione immediata dei beni patrimoniali residenti sia in italia che all'estero.
Quando avremo il capitale, i passaporti verranno requisiti di nuovo con, abbiamo un check meraviglioso che mette in relazione tutti i dati anagrafici, quindi avremo tutti i documenti dei passaporti che saranno ritirati (???), e quando avremo sotto controllo la situazione e i beni patrimoniali restituiti al popolo italiano, loro potranno uscire, anzi, sarà doveroso mandarli via da questo paese, che non ritornino più.
Comunque ora vedo un po' come va l'SVG4, stiamo già facendo, intersecando i dati di banca (LOL), dove sono gli scudi fiscali, ci sono nomi, cognomi, c'è tutto, quando metteremo tutto online, con un programmino che stiamo facendo coi migliori tecnici, stiamo già convergendo sugli ufficiali giudiziari migliori che abbiamo, le forze di polizia, con un zip war airganon, lo zip war airganon è questo software che ci garantirà sia l'anonimato che la presenza dell'ufficiale giudiziario nel posto giusto al momento giusto.
Per ora è tutto vi terremo informati, grazie.

good evening, ZIP WAR AIRGANON to everybody! oh, thank you, ZIP WAR AIRGANON to you too!



venerdì 2 maggio 2014

cynical and drunk, boring someone in some dark cafe

è maggio e il bel tempo non si vede ancora. come fa con i funghi, la pioggia fa sorgere dalla memoria un'antica canzone che porta in sé quel senso struggente che è un misto di rassegnazione, rabbia e malinconia per un "destino" che non è quasi mai lui a scegliere noi, quanto piuttosto il contrario.


Richard got married to a figure skater
And he bought her a dishwasher and a coffee percolator
And he drinks at home now most nights with the TV on
And all the house lights left up bright
 

I'm gonna blow this damn candle out
I don't want nobody comin' over to my table
I got nothing to talk to anybody about
All good dreamers pass this way some day
Hidin' behind bottles in dark cafes