sapete, né matteo renzi né il suo modo di fare mi sono simpatici, ma saluto con molto più favore il suo 40% che un eventuale sorpasso del m5s nei suoi confronti (tanto, che in italia possa esistere una sinistra è una favola a cui nessuno crede più).
è vero, ce l'ho in maniera particolare con i cinquestelle e con tutta la loro retorica fatta di arroganza travestita da desiderio di rivalsa contro i disonesti, e contro di loro le battute giustamente si sprecano, visto che costantemente offrono loro il fianco: tutto questo parlare alla pancia lascia intendere che manchi un cervello per recepire istanze più complesse. e poi, anche a voler fare al moVimento la tara degli insulti, delle volgarità e delle supercazzole del suo portavohahahahaha, quello che rimane è un branco di volenterosi, sì, ma perlopiù incapaci e io ho sempre pensato che un incapace, per quanto onesto, faccia gli stessi danni di un malfattore.
più tronfi e arroganti dell'esercito persiano alle termopili, arrivano alle elezioni europee convinti di arrivare a un risultato epocale tipo bè forse la maggioranza assoluta dei voti non la prenderemo, ma che superiamo renzie e il piddimenoelle, quello sicuro, e invece di epocale prendono solo una tranvata tale che il piddimenoelle prende il doppio di voti rispetto ai loro. la faccia della lombardi che non ha niente di meglio da dire che rimandiamo al dato certo per fare tutte le valutazioni del caso, come un qualsiasi altro politico della prima repubblica in caso di evidente tranvata, non ha prezzo. per tutto il resto, ci sono gli ottanta euri di renzi.
e adesso,
#afareinculocominciatu
#toglitidaicoglioni
#machedavero
lunedì 26 maggio 2014
giovedì 22 maggio 2014
22 maggio
il 22 maggio del 1990 la microsoft rilascia windows 3.0. chi oggi accende il suo pc e si trova quasi immediatamente davanti lo spettacolino del desktop con le varie icone dei suoi applicativi preferiti, magari sullo sfondo della cena in emmaus riveduta e corretta, probabilmente non si ricorda la tristezza di uno schermo totalmente nero con il cursore lampeggiante a cui dovevi intimare
prima di poter accedere a un mondo magico e colorato fatto di finestre e di icone che qualcuno, all'epoca, credendo al fascino di qualcosa di esotico, chiamava addirittura ìcone, come se non fosse bastato importare dall'inglese quell'icon che nel frattempo aveva fatto tutto il giro dal greco di bisanzio alla russia e continuando incontro al sole fino a sbarcare in america dalla parte opposta da dove era arrivato colombo, ignaro che in italia lo conoscessimo già. oddio, forse non tutti. però qualcuno già conosceva quei quadretti russi con le madonne.
comunque, ambiente operativo o sistema operativo, come è stato in seguito nobilitato, windows ha fatto avvicinare al pc un sacco di gente che prima di allora non si sarebbe mai sognata di interagire con lui a suon di comandi MS-DOS, peggio ancora se da compilare in uno script usando EDLIN.
visto alla luce dei recenti deliri pentastellari, insomma, windows 3.0 è stato l'inizio della fine.
win
prima di poter accedere a un mondo magico e colorato fatto di finestre e di icone che qualcuno, all'epoca, credendo al fascino di qualcosa di esotico, chiamava addirittura ìcone, come se non fosse bastato importare dall'inglese quell'icon che nel frattempo aveva fatto tutto il giro dal greco di bisanzio alla russia e continuando incontro al sole fino a sbarcare in america dalla parte opposta da dove era arrivato colombo, ignaro che in italia lo conoscessimo già. oddio, forse non tutti. però qualcuno già conosceva quei quadretti russi con le madonne.
comunque, ambiente operativo o sistema operativo, come è stato in seguito nobilitato, windows ha fatto avvicinare al pc un sacco di gente che prima di allora non si sarebbe mai sognata di interagire con lui a suon di comandi MS-DOS, peggio ancora se da compilare in uno script usando EDLIN.
visto alla luce dei recenti deliri pentastellari, insomma, windows 3.0 è stato l'inizio della fine.
mercoledì 21 maggio 2014
21 maggio
il 21 maggio 1927 charles lindbergh completa il primo volo transatlantico senza scalo in solitaria. cinque anni dopo, nello stesso giorno, amelia earhart compie la stessa impresa.
charles lindbergh diventò famoso allora quanto oggi una popstar, attirandosi anche le attenzioni dei malvagi, come è riportato anche nel film di clint eastwood j. edgar. alla earhart non rapirono un figlio, in compenso è sparita lei stessa durante il suo tentativo di giro del mondo seguendo la rotta equatoriale, così che la sua sorte è andata a diventare una delle tante domande senza risposta, tanto da essere elencata da richard ashcroft tra le cose che un giorno sapremo.
charles lindbergh diventò famoso allora quanto oggi una popstar, attirandosi anche le attenzioni dei malvagi, come è riportato anche nel film di clint eastwood j. edgar. alla earhart non rapirono un figlio, in compenso è sparita lei stessa durante il suo tentativo di giro del mondo seguendo la rotta equatoriale, così che la sua sorte è andata a diventare una delle tante domande senza risposta, tanto da essere elencata da richard ashcroft tra le cose che un giorno sapremo.
ma per me amelia earhart rimane quella dell'omaggio appassionato di joni mitchell:
a ghost of aviation
she was swallowed by the sky
or by the sea, like me she had a dream to fly
like icarus, ascending
on beautiful, foolish arms
martedì 20 maggio 2014
ma che davero?
altro che le email di ragazze dalla russia tradotte con google translate. no, prendetevelo, un attimo di tempo per leggere accuratamente tutte le cazzate che ha sparato in 2'37". poi andate a votare, se proprio. grassetti miei.
Sto leggendo un po', ma siamo abbastanza messi bene, voglio dire, però adesso stiamo mettendo a punto un algoritmo, che è l'svg4 di out e crowd sourcing in modo che si possano intensificare e intersecare tutti i dati mondiali delle banche e delle dichiarazioni fiscali.
In modo che questa gente non è che adesso dice "adesso vado via do le dimissioni e basta", devono restituire quello che hanno preso, quindi si fa un'intersecazione (?) con questo algoritmo che, vi ripeto, è un cross checking in modo da vedere il loro 740 all'inizio, il 740 di oggi, decurtata, con questo algoritmo che lo fa automaticamente, uno stipendio di 1200 euro al mese, quello che rimane verrà restituito.
Si porranno dei sequestri, come i mafiosi, coi mafiosi ci siamo riusciti ma questi sono leggermente peggio, quindi bisognerà, oltre all'outsourcing fare un crownd outsourcing (??) che sarebbe quello di una valutazione immediata dei beni patrimoniali residenti sia in italia che all'estero.
Quando avremo il capitale, i passaporti verranno requisiti di nuovo con, abbiamo un check meraviglioso che mette in relazione tutti i dati anagrafici, quindi avremo tutti i documenti dei passaporti che saranno ritirati (???), e quando avremo sotto controllo la situazione e i beni patrimoniali restituiti al popolo italiano, loro potranno uscire, anzi, sarà doveroso mandarli via da questo paese, che non ritornino più.
Comunque ora vedo un po' come va l'SVG4, stiamo già facendo, intersecando i dati di banca (LOL), dove sono gli scudi fiscali, ci sono nomi, cognomi, c'è tutto, quando metteremo tutto online, con un programmino che stiamo facendo coi migliori tecnici, stiamo già convergendo sugli ufficiali giudiziari migliori che abbiamo, le forze di polizia, con un zip war airganon, lo zip war airganon è questo software che ci garantirà sia l'anonimato che la presenza dell'ufficiale giudiziario nel posto giusto al momento giusto.
Per ora è tutto vi terremo informati, grazie.
good evening, ZIP WAR AIRGANON to everybody! oh, thank you, ZIP WAR AIRGANON to you too!
venerdì 2 maggio 2014
cynical and drunk, boring someone in some dark cafe
è maggio e il bel tempo non si vede ancora. come fa con i funghi, la pioggia fa sorgere dalla memoria un'antica canzone che porta in sé quel senso struggente che è un misto di rassegnazione, rabbia e malinconia per un "destino" che non è quasi mai lui a scegliere noi, quanto piuttosto il contrario.
Richard got married to a figure skater
And he bought her a dishwasher and a coffee percolator
And he drinks at home now most nights with the TV on
And all the house lights left up bright
I'm gonna blow this damn candle out
I don't want nobody comin' over to my table
I got nothing to talk to anybody about
All good dreamers pass this way some day
Hidin' behind bottles in dark cafes
Richard got married to a figure skater
And he bought her a dishwasher and a coffee percolator
And he drinks at home now most nights with the TV on
And all the house lights left up bright
I'm gonna blow this damn candle out
I don't want nobody comin' over to my table
I got nothing to talk to anybody about
All good dreamers pass this way some day
Hidin' behind bottles in dark cafes
mercoledì 30 aprile 2014
il blog è morto, viva tumblr
non so se lo sapevate, ma scrivere nei blog non va più di moda. il blog è roba da scrittori falliti impenitenti, inguaribili logorroici incapaci di sintesi e che ancora pensano che prima o poi raccoglieranno tutte le stronzate che hanno scritto negli anni passati nel loro blog in un libro, che qualcuno glielo pubblicherà e magari qualcun altro lo leggerà pure.
lasciamo questa pia illusione a chi non ha ancora capito che ormai, in italia, metà della gente non sa leggere e l'altra metà ha scritto un libro e viviamo nel presente, che è fatto di comunicazione rapida, di bombardamento sensoriale fatto apposta per menti poco sviluppate. badate, non dico che sia un difetto: i bambini son fatti così, bruciano le informazioni rapidamente passando da un gioco a un altro in maniera repentina, spesso mescolandoli creativamente.
(poi, se proprio vogliamo, sarebbe anche il caso che, raggiunta l'età adulta, ci si soffermasse ad approfondire qualche concetto ma, visti i tempi, ci si contenta anche della semplice esistenza di menti capaci di concepire qualcosa).
d'altra parte, già da molto tempo siamo dentro questa frenesia sensoriale: leggere un libro era già una perdita di tempo negli anni '90, rispetto a guardarsi il film (e perdersi metà della trama e degli approfondimenti psicologici); oggi, gli estratti dai film sono già eccessivi, un filmato di cinque minuti su youtube estrapolato da un film è troppo lungo, meglio guardarsi una gif animata da pochi secondi: contiene già tutto quanto. perché scrivere un'email quando posso condividere su facebook uno stato con tutti i miei amici che magari lo diffonderanno a loro volta? anzi, perché perdere tempo ad aggiornare facebook quando con 140 caratteri posso menare sciabolate su twitter?
troppo. non sono mai stato un fanatico dell'estrema sintesi (credo si veda bene), anche se ammiro chi ci riesce, ad essere sintetico e incisivo insieme. twitter non fa per me.
meglio tumblr, che è una raccolta di tutte queste cose insieme: è aggiornato in tempo reale, ci puoi mettere di tutto e se scrivi più di due righe nessuno ti tronca il messaggio. nella dashboard (inglese per cruscotto) scorrono le immagini e i riquadri di testi e link degli altri tumblr che segui, e in questo caso chi è causa del suo mal pianga se stesso, nel senso che se ti scegli male i tumblr da seguire, poi non puoi lamentarti che tumblr fa schifo: è la tua dash che fa schifo.
i tumbleri che seguo io son tutti evidentemente giovani e, in quanti tali, soggiacenti alle necessità ormonali più elementari, e si vede dalle cose che pubblicano: quando apro la dashboard al mattino e scorro i post della sera precedente, la trovo piena di figa®. questo è un esempio di quel che trovo, e anche tra i più castigati:
verso mezzogiorno, però, le cose cambiano e ci si dà decisamente al food porn. e sapete che c'è? che la figa® ormai la scorro distrattamente, soffermandomi un attimo solo sulle più clamorose ma con lo stesso spirito di robert burns: "ormai guardo playboy con lo stesso sguardo con cui guardo il national geographic: posti bellissimi in cui so che non andrò mai", mentre invece, il food porn... oh, il food porn...
PLOT TWIST: il link alle foto che ho pubblicato l'ho trovato su un blog :-D
martedì 15 aprile 2014
e...?
giorni fa è uscito questo video, in un sito di notizie che non mi sono annotato e quindi ora non ritrovo, e tutti sotto a commentare "che bravo" "meriteresti di entrare a far parte di un gruppo" "l'industria discografica dovrebbe accorgersi di te".
ora intendiamoci: il tipo è effettivamente bravissimo (anche se, a voler fare i pistini, proprio precisissimo non è), ma questo genere di esibizioni non ha niente a che fare con la musica. i fenomeni che devono tutto alle loro capacità atletiche e al numero di ore passate ad allenarsi vanno bene al circo, o in qualsiasi altro contesto dove è necessario stupire il pubblico, ma la musica è un'altra cosa.
la tecnica serve: un bel pezzo suonato male diventa un brutto pezzo; ma senza talento e passione, la tecnica serve solo a stupire i passanti. quando si suona insieme, poi, il fenomeno di turno è invariabilmente quello che rovina le cose, perché per la buona riuscita di un progetto musicale (e con ciò si intenda tutto quel che va dal suonare insieme una singola canzone fino a un progetto pluriennale che preveda dischi e tour internazionali) è necessario che ciascuno abbia l'umiltà di fare la sua parte senza eccedere in personalismi, senza volersi mettere in mostra a tutti i costi, cosa che al fenomeno riesce male, preso com'è a volere tutti i riflettori puntati su di sé. immaginate quel che potrebbe succedere in un gruppo composto da tutti fenomeni.
il medio italiano è incompetente e giudica solo col metro di chi piscia più lontano è il migliore - in tutto. sai pisciare più lontano degli altri? sicuramente sai guidare anche più veloce degli altri, segni quattro gol a partita e ti scopi le mogli altrui. è evidente. a questo punto, perché non fargli pure guidare il governo?
e invece magari non sa nemmeno scrivere il suo nome sulla neve.
pisciando, dico.
ora intendiamoci: il tipo è effettivamente bravissimo (anche se, a voler fare i pistini, proprio precisissimo non è), ma questo genere di esibizioni non ha niente a che fare con la musica. i fenomeni che devono tutto alle loro capacità atletiche e al numero di ore passate ad allenarsi vanno bene al circo, o in qualsiasi altro contesto dove è necessario stupire il pubblico, ma la musica è un'altra cosa.
la tecnica serve: un bel pezzo suonato male diventa un brutto pezzo; ma senza talento e passione, la tecnica serve solo a stupire i passanti. quando si suona insieme, poi, il fenomeno di turno è invariabilmente quello che rovina le cose, perché per la buona riuscita di un progetto musicale (e con ciò si intenda tutto quel che va dal suonare insieme una singola canzone fino a un progetto pluriennale che preveda dischi e tour internazionali) è necessario che ciascuno abbia l'umiltà di fare la sua parte senza eccedere in personalismi, senza volersi mettere in mostra a tutti i costi, cosa che al fenomeno riesce male, preso com'è a volere tutti i riflettori puntati su di sé. immaginate quel che potrebbe succedere in un gruppo composto da tutti fenomeni.
il medio italiano è incompetente e giudica solo col metro di chi piscia più lontano è il migliore - in tutto. sai pisciare più lontano degli altri? sicuramente sai guidare anche più veloce degli altri, segni quattro gol a partita e ti scopi le mogli altrui. è evidente. a questo punto, perché non fargli pure guidare il governo?
e invece magari non sa nemmeno scrivere il suo nome sulla neve.
pisciando, dico.
mercoledì 26 marzo 2014
un numero imprecisato di anni schiavo
"dai, già nelle locandine hanno messo fassbender e pitt prima di me,
non vi è nemmeno piaciuto il film?"
qualche bel giorno fa sono andato a vedere 12 anni schiavo. nel frattempo l'ha visto anche l'amore mio e non le è piaciuto pegnente e tutto sommato direi proprio che, ripensandolo col giusto distacco, l'oscar non è che se lo sia meritato così tanto. l'impatto emotivo, però, mi ha fatto passare in secondo piano ogni tentativo di analisi estetica o stilistica (quand'anche ne fossi in grado): alcune scene sono di una crudezza tale che ogni attenzione mi è stata rubata dall'empatia, dall'umana pietà. si badi bene, però: non sto parlando di crudezza in senso splatter, nonostante le scene di frustate e la carne viva esposta - la passione di cristo, da questo punto di vista, rasentava la pornografia e forse proprio per questo non riusciva a risultare emotivamente coinvolgente - ma di crudezza come esposizione nuda di avvenimenti evidentemente disumani come se fossero normale amministrazione, senza la spettacolarizzazione a cui hollywood ci ha abituati. non c'è autocompiacimento nel mostrare la progressiva disumanizzazione del protagonista che, nel suo personale calvario, via via rivede costantemente al ribasso le sue aspettative nei confronti della vita.
se il film ha avuto un merito ai miei occhi, è proprio quello di farmi sorgere una riflessione su questo: su fin dove sia lecito abbassare la soglia delle proprie aspettative senza tradire la propria intima essenza. all'inizio della sua nuova vita da schiavo, northup pronuncia la famosa frase (come sani gesualdi): "io non voglio sopravvivere: voglio vivere!" - però, alla fine, è questo che fa: sopravvive, aspettando con giobbesca pazienza il momento in cui i tempi saranno maturi per tornarsene a casa sua, cosa che d'altra parte avviene solo grazie all'intervento del deus ex machina in sembianza di brad pitt con una barba da amish.
sopravvive facendo il bravo negro, compiacendo il suo padrone con le proprie abilità messe al suo servizio; sopravvive miracolosamente a un'impiccagione; sopravvive ai soprusi, agli inganni, alle frustate; alla fine, diventa egli stesso un aguzzino e frusta a sangue lupita n'yongo, e pure male: il padrone schiavista non è contento (e men che meno la di lui moglie gelosa) e non è contenta lei, che avrebbe voluto morire piuttosto che continuare una vita di soprusi. alla fine, quando lo sceriffo lo viene a prendere, sale sul calesse, saluta tutti e se ne va, e in culo tutti gli altri.
sì, vabbè, poi ha scritto l'autobiografia e ha fatto comizi per l'abolizionismo. dopo. solomon, ma non volevi vivere? e in quei dodici anni, che hai fatto? e quanti anni si possono lasciar passare, o quale gradino della scala dell'abiezione, della rinuncia si può scendere, prima di rassegnarsi all'idea che la tua vita non è più nemmeno sopravvivenza?
martedì 18 marzo 2014
il nero
succede spesso, con spike jonze: mette così tanta carne al fuoco che ogni tanto ti si ripresenta qualche scena (un po' come i peperoni) e le dai un significato diverso, oppure ne capisci meglio il senso.
intanto, gli attori. per me, che vado ancora al cinema come ci andavo da ragazzo, vale a dire disposto a credere alla veridicità di ogni cosa che mi viene raccontata solo perché proviene da un grande schermo luccicante, accorgermi - per esempio - che quella amy è sempre la sidney prosser di american hustle, ma anche la charlene fleming di the fighter è sempre una caduta dal pero. ma anche questo succede spesso, con spike jonze, che gli attori te li macina un po' come meglio preferisce e te li restituisce sotto forma di hamburger o di t-bone steak, dipende.
joaquin phoenix, invece, l'ho riconosciuto subito, anche se rimango sempre meravigliato che quello là che faceva l'imperatore commodo ha fatto pure freddie quell e adesso questo theodore twombly che dove se lo sarà trovato, dentro di sé? però è un fatto che lo ha trovato e lo ha indossato come i suoi vestiti di tutti i giorni (nella speranza che mò non tornino di moda i pantaloni ascellari).
ho dato del figlio di puttana a jonze durante la scena di sesso tra theodore e samantha. se pochi minuti prima mi aveva fatto sbellicare col gatto morto con cui la gattina sexy doveva essere soffocata, dopo mi ha mandato in un momento di pura estasi estetica.
ATTENZIONE SPOILER: la scena di sesso non c'è. non si vede un'improvvisa incarnazione di scarlett johansson, non si vedono immagini come quelle che theodore evocava mentre la gattina lo stuzzicava in audiochat e non si vede phoenix che si sbatacchia la nerchia, non si vedono nemmeno api fiori o farfalle, non si vede niente. lo schermo diventa nero e si sentono solo le voci dei due che si caricano vicendevolmente, fino ad avere un orgasmo.
mi è sembrato come se dicesse: "vi sparo tanta di quella pornografia dei sentimenti che quella del sesso virtuale ve la risparmio - tanto, non è di questo che stiamo parlando". oppure voleva significare che la prima volta che due, destinati a innamorarsi, fanno sesso è una cosa talmente totalizzante che noi spettatori, pur consapevoli della finzione, ne siamo necessariamente tagliati fuori.
jonze, che quasi ogni immagine la infarcisce di simboli e riferimenti, dissolve in nero, per tornare a mostrare lo skyline notturno di los angeles solo a cose fatte.
figlio di puttana. hat tip. e un gran bel film, dove ognuno potrà trovare raccontato un po' di sé, o di qualcuno che conosce, anche se a tratti jonze dà l'impressione di essere troppo ottimista sull'intelligenza media del suo spettatore. o forse non è mai stato in italia.
intanto, gli attori. per me, che vado ancora al cinema come ci andavo da ragazzo, vale a dire disposto a credere alla veridicità di ogni cosa che mi viene raccontata solo perché proviene da un grande schermo luccicante, accorgermi - per esempio - che quella amy è sempre la sidney prosser di american hustle, ma anche la charlene fleming di the fighter è sempre una caduta dal pero. ma anche questo succede spesso, con spike jonze, che gli attori te li macina un po' come meglio preferisce e te li restituisce sotto forma di hamburger o di t-bone steak, dipende.
joaquin phoenix, invece, l'ho riconosciuto subito, anche se rimango sempre meravigliato che quello là che faceva l'imperatore commodo ha fatto pure freddie quell e adesso questo theodore twombly che dove se lo sarà trovato, dentro di sé? però è un fatto che lo ha trovato e lo ha indossato come i suoi vestiti di tutti i giorni (nella speranza che mò non tornino di moda i pantaloni ascellari).
ho dato del figlio di puttana a jonze durante la scena di sesso tra theodore e samantha. se pochi minuti prima mi aveva fatto sbellicare col gatto morto con cui la gattina sexy doveva essere soffocata, dopo mi ha mandato in un momento di pura estasi estetica.
ATTENZIONE SPOILER: la scena di sesso non c'è. non si vede un'improvvisa incarnazione di scarlett johansson, non si vedono immagini come quelle che theodore evocava mentre la gattina lo stuzzicava in audiochat e non si vede phoenix che si sbatacchia la nerchia, non si vedono nemmeno api fiori o farfalle, non si vede niente. lo schermo diventa nero e si sentono solo le voci dei due che si caricano vicendevolmente, fino ad avere un orgasmo.
mi è sembrato come se dicesse: "vi sparo tanta di quella pornografia dei sentimenti che quella del sesso virtuale ve la risparmio - tanto, non è di questo che stiamo parlando". oppure voleva significare che la prima volta che due, destinati a innamorarsi, fanno sesso è una cosa talmente totalizzante che noi spettatori, pur consapevoli della finzione, ne siamo necessariamente tagliati fuori.
jonze, che quasi ogni immagine la infarcisce di simboli e riferimenti, dissolve in nero, per tornare a mostrare lo skyline notturno di los angeles solo a cose fatte.
figlio di puttana. hat tip. e un gran bel film, dove ognuno potrà trovare raccontato un po' di sé, o di qualcuno che conosce, anche se a tratti jonze dà l'impressione di essere troppo ottimista sull'intelligenza media del suo spettatore. o forse non è mai stato in italia.
mercoledì 12 marzo 2014
dafuq with mymovies?
ieri sera sono andato a vedere snowpiercer. per guardarlo, mi son perso in tv, sull'unico canale che si vede ancora a casa mia, urlo: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.
vabbè, non mi aspettavo di vedere un capolavoro, ma nemmeno una cagata pazzesca, per dirla alla fantozzi. e invece: la seconda che ho detto. una trama che definire esile è ancora poco, personaggi tagliati con l'accetta, una sceneggiatura così prevedibile che al confronto, se vai a vedere una qualsiasi fedele trasposizione del vangelo, quasi quasi ti aspetti il colpo di scena.
e che dire del finale? ve lo spoilero, tanto è uguale. allora: c'è stata una improvvisa glaciazione causata da qualche governante disattento. ogni forma di vita scompare dalla terra e la scarsa umanità superstite viaggia perpetuamente su un treno da diciotto (diciotto) anni. tale umanità, indovinate? esatto, è divisa in classi sociali, laddove, indovinate? quelle agiate viaggiano in testa e quelle svantaggiate in coda e pertanto, indovinate? esatto, a qualcuno vien voglia di sovvertire l'ordine e indovinate? esatto, il leader della rivolta alla fine rimane da solo e fa il suo duello all'alba col principe dei cattivi, che fino ad allora non si era visto mai. insomma ve la faccio breve: esplode una bomba, il treno (che sarà stato lungo un chilometro) deraglia, gran parte dei vagoni finisce in burroni e precipizi e gli unici due di cui viene certificata la sopravvivenza sono una ragazzina diciassettenne e un bambino cinquenne.
che avvistano un orso polare.
fine del film.
(ci risparmiano l'orrore di vederli sbranati dal più grosso carnivoro terrestre).
ma non è tanto questo quel che mi fa specie di tutta la storia, quanto la recensione che ne ho trovato su mymovies. cito:
a parte che manca una virgola dopo finale, qualcuno mi dice dove il sig. bertolin ha visto il raggio di speranza? anche se sfuggissero all'orso polare, quei due morirebbero o di freddo o di fame, visto che son nati e sempre vissuti sul treno e non hanno mai saputo come procacciarsi il cibo. e, già che ci siamo, mi dite anche dove sta la profonda riflessione filosofica? nelle battute coglione del cattivo che propugna la divisione in classi e la guerra sola igiene del mondo come la versione contemporanea della selezione naturale? o nella mancata cristologia del buono-ex-cattivo-redento che voleva sacrificare un pezzo di sé per la sopravvivenza del gruppo - ma poi non ce l'ha fatta - ma nel finale si riscatta lasciando un braccio negli ingranaggi pur di salvare il bambino? la sapida ironia poi, non pervenuta.
ma non è finita:
a parte che si intitola soltanto matrix... bertolin, cambia spaccino: quella robba nunn'è bbona.
guardatevi il trailer: manca il finale, ma quello ve l'ho raccontato io; il resto del film c'è tutto, vi risparmiate i soldi e due ore di appesantimento testicolare.
vabbè, non mi aspettavo di vedere un capolavoro, ma nemmeno una cagata pazzesca, per dirla alla fantozzi. e invece: la seconda che ho detto. una trama che definire esile è ancora poco, personaggi tagliati con l'accetta, una sceneggiatura così prevedibile che al confronto, se vai a vedere una qualsiasi fedele trasposizione del vangelo, quasi quasi ti aspetti il colpo di scena.
e che dire del finale? ve lo spoilero, tanto è uguale. allora: c'è stata una improvvisa glaciazione causata da qualche governante disattento. ogni forma di vita scompare dalla terra e la scarsa umanità superstite viaggia perpetuamente su un treno da diciotto (diciotto) anni. tale umanità, indovinate? esatto, è divisa in classi sociali, laddove, indovinate? quelle agiate viaggiano in testa e quelle svantaggiate in coda e pertanto, indovinate? esatto, a qualcuno vien voglia di sovvertire l'ordine e indovinate? esatto, il leader della rivolta alla fine rimane da solo e fa il suo duello all'alba col principe dei cattivi, che fino ad allora non si era visto mai. insomma ve la faccio breve: esplode una bomba, il treno (che sarà stato lungo un chilometro) deraglia, gran parte dei vagoni finisce in burroni e precipizi e gli unici due di cui viene certificata la sopravvivenza sono una ragazzina diciassettenne e un bambino cinquenne.
che avvistano un orso polare.
fine del film.
(ci risparmiano l'orrore di vederli sbranati dal più grosso carnivoro terrestre).
ma non è tanto questo quel che mi fa specie di tutta la storia, quanto la recensione che ne ho trovato su mymovies. cito:
una profonda riflessione filosofica sulla natura dell'uomo e le sorti dell'umanità, cupa e inquietante, disperata e appropriatamente raggelante, ma al contempo venata di sapida ironia e aperta, nel finale ad un abbacinante raggio di speranza.
a parte che manca una virgola dopo finale, qualcuno mi dice dove il sig. bertolin ha visto il raggio di speranza? anche se sfuggissero all'orso polare, quei due morirebbero o di freddo o di fame, visto che son nati e sempre vissuti sul treno e non hanno mai saputo come procacciarsi il cibo. e, già che ci siamo, mi dite anche dove sta la profonda riflessione filosofica? nelle battute coglione del cattivo che propugna la divisione in classi e la guerra sola igiene del mondo come la versione contemporanea della selezione naturale? o nella mancata cristologia del buono-ex-cattivo-redento che voleva sacrificare un pezzo di sé per la sopravvivenza del gruppo - ma poi non ce l'ha fatta - ma nel finale si riscatta lasciando un braccio negli ingranaggi pur di salvare il bambino? la sapida ironia poi, non pervenuta.
ma non è finita:
Siamo insomma di fronte ad un cinema profetico che nell'immediato molti probabilmente rifiuteranno, ma che lascerà il segno, come negli ultimi decenni Blade Runner, Brazil, Strange Days o The Matrix.
a parte che si intitola soltanto matrix... bertolin, cambia spaccino: quella robba nunn'è bbona.
guardatevi il trailer: manca il finale, ma quello ve l'ho raccontato io; il resto del film c'è tutto, vi risparmiate i soldi e due ore di appesantimento testicolare.
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