martedì 10 luglio 2012

chissà se ha un nome

facciamo subito un esempio concreto: passi in ufficio gran parte della tua giornata, facendo un lavoro di poca - se non nulla - soddisfazione e per giunta mal pagato; poco ti consola sapere che quasi tutti i lavori ormai sono mal pagati, hai una formazione per cui se fai bene e onestamente il tuo lavoro, prima o poi ottieni una promozione o/e un avanzamento e via via guadagni sempre di più, e mal ti adatti al fatto che invece, dopo quasi trent'anni di lavoro, il potere di acquisto del tuo stipendio si è sostanzialmente e sostanziosamente ridotto.

nondimeno, sei una persona positiva e aperta a pressoché qualsiasi stimolo: ti piacciono l'arte e la natura, ti piace tutto quello che è cultura e ti piace imparare, quindi saresti propenso a spendere il tuo tempo libero all'aria aperta e possibilmente assistendo a uno spettacolo, o magari visitando una città d'arte. hai anche una moto, quale mezzo migliore, d'estate, per spostarsi e godere delle bellezze del paesaggio?

(lo vogliamo sottolineare che in questo periodo c'è il festival di umbria jazz?)

il fatto è però che il pieno per la tua moto, - che pure non è delle più sprecone - come pure un biglietto per un concerto, o una cena in pizzeria con un'amico/a, costano. spesa minima: venti euro per ciascuno dei divertimenti elencati, e adesso anche venti euro in meno, nel tuo bilancio personale, si fanno sentire. quindi, ne fai a meno.

senza parlare del fatto che praticamente vivi sul filo del rasoio, perché già gli impegni mensili standard stanno diventando fuori portata, figuriamoci se dovesse arrivare qualcosa di improvviso da dover fronteggiare.

ma la cosa non riesce ancora a deprimerti, perché in fondo in fondo sei un ottimista, e poi sei così innamorato e fiducioso che tutto per voi si risolva nel migliore dei modi, che il tempo lavora per voi, che davvero a diventare di malumore non ci riesci.

poi succede che apri un sito internet di informazione, che sia il sito di un giornale o un blog, la differenza è poca, sta tutto nell'interpretazione che dai alle notizie. e ogni santo giorno ti tocca leggere che i padroni chiagnono e fottono, che il governo lavora solo per le banche, che gente senza alcuna qualifica né cultura né preparazione guadagna migliaia di euro al mese per via di incarichi pubblici, che altre riescono a far parlare di sé solo per il fatto di essere biologicamente dotate di apparato riproduttivo e capisci, lì sì, capisci, che sei tu quello che vive in una realtà separata e da cui sei e sarai sempre escluso, per formazione, forma mentale, sesso ed età.

e allora sì, ti prende al collo una sensazione che è un misto di rabbia, desolazione, sconforto, desiderio di rivalsa (se non di vendetta), impotenza.

se non ha un nome, bisognerebbe trovarglielo.

8 commenti:

  1. trova un nome pure a questo: "cartella esattoriale", ti sta arrivando

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    1. e tu trova un nome a quest'altro: porti sfiga

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  2. non è un augurio, è una certezza, le tasse sono come la morte, prima o poi arrivano, inizia a risparmiare

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    1. comincia tu a risparmiarmi queste uccellate di malaugurio.

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  3. sono 208,47 per la precisione

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  4. A me hanno abbassato il compenso orario, senza nemmeno dirmelo.....
    Una congerie di sensazioni, tutte furiose, furibonde, miste, purtroppo, ad orribili sensi di impotenza, sì; è questo che più ti avvilisce: sapere che non puoi fare niente per mutare lo status quo....

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Commenti chiusi.

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