lunedì 30 gennaio 2012

speriamo non si guasti con l'età

cognato: "hai visto, è morto scalfaro"
figlia (10 anni): "chi è morto?"
io: "oscar luigi scalfaro, ex presidente della repubblica"
figlia: "ma l'ex presidente non era..."
io, a posteriori ho capito che probabilmente si riferiva a berlusconi, ma lì per lì ho equivocato pensando che si ricordasse di ciampi (e come potrebbe?), e quindi prima che potesse finire ho replicato: "eh, ma mica ce n'è uno solo"
figlia: "allora bis ex!"

BUAHAHAHAHAHAHAHAH!!!

venerdì 27 gennaio 2012

il giorno dello smemorio

arriva in ufficio richiesta di acquisto da parte di un laboratorio di ricerca, e quindi mi metto all'opera per predisporre il relativo ordine. incuriosito dall'argomento, vado a cercare cos'è il potassio esacianoferrato II triidrato che mi si chiede di acquistare: la relativa pagina di wikipedia recita testualmente:

A sentir parlare di ferrocianuro di potassio, si può pensare che si tratti di un potente veleno; invece, a differenza del quasi omonimo (e molto conosciuto) cianuro di potassio, se usato con criterio, è relativamente innocuo (si usa anche come additivo alimentare).
Il vero pericolo si concretizza in caso di contatto con acidi. In quella circostanza forma acido cianidrico, un gas estremamente tossico, che fra l'altro è la componente principale del tristemente famoso Zyklon B.

nel giorno della memoria, mi pare decisamente un acquisto in tema.

:-(

martedì 24 gennaio 2012

in nome di cosa?

 io compirò 55 anni anni alla fine di marzo. non so se sono pochi o tanti, quello che so è che mi sento vecchia, senza futuro, con tutto che si sgretola intorno. sarà che non ho figli e non ho la finestra sul futuro aperta, sarà che è colpa mia che non so più sognare, sarà che ogni volta che cerco di fare un sogno bello, mi sveglio con un incubo nuovo... non lo so cosa sia, ma trovo che qualsiasi cosa sia è molto faticosa...

(commento letto qua e a cui ho in qualche modo risposto che le mie prospettive, almeno sulla carta, sono sì migliori di quelle, ma mica poi così tanto. e mi domando per quale motivo al mondo tanti di noi di mezzetà stiamo in questo limbo in cui non solo i nostri sogni non si sono ancora realizzati, ma addirittura, nonostante in tanti abbiamo via via ridimensionato le aspettative sul nostro futuro, il futuro che ci si prospetta è diventato inferiore a qualsiasi aspettativa, benché modesta. del genere: volevo diventare una rockstar e invece non so nemmeno se mi spetterà la pensione.

e volevo dire che io invece figli ne ho, ma questo nel mio caso è un ulteriore motivo di preoccupazione, sempre per gli stessi motivi del commento: tutto che si sgretola intorno, e aggiungerei: tutto fermo, qualsiasi iniziativa che si arena nella melma perché non ci sono soldi e la gente non spende, gli esercizi commerciali chiudono, le fabbriche chiudono, eccetera, e mi domando: anche quando i miei figli si rivelassero assolutamente geniali in un qualsiasi campo del sapere o del fare, che futuro andrebbero ad affrontare?

(va da sé che è già qualche anno che li invito ad apprendere quante più lingue possono)

e quel che mi domando è: in nome di che cosa abbiamo accettato di rimettere tutti i sogni nel cassetto, qual è il grande guadagno che abbiamo fatto con le nostre rinunce? ho l'impressione che stavolta non mi sia toccato nemmeno un piatto di lenticchie.

mercoledì 18 gennaio 2012

aux armes, citoyens!

...e finalmente, il terzo stato si ribella all'odiosa tirannia di un monarca insensibile e sordo a qualsiasi istanza provenga dal popolo affamato e ormai allo stremo. la giusta rabbia del proletariato oppresso farà strame dei tiranni e di tutta la loro razza, dopo l'assalto al palazzo d'inverno, al suono degli inni sanguinari che già da tempo minacciavano i potenti di dure ritorsioni, ma  che non hanno trovato ascolto nelle stanze dei bottoni:

la storia del passato
ormai ce l'ha insegnato
che il popolo affamato
fa la rivoluzion

ed ecco qua l'immagine simbolo della rivolta popolare:


...

eee no, scusate, ho sbagliato popolo secolo nazione pianeta.

venerdì 13 gennaio 2012

...come disse il cieco mettendo le mani sulla grattugia

staibene.it pubblica un dodecalogo, immagino ad uso e consumo delle lettrici, per la comprensione dei maschi.

il signor o la signora staibene secondo me stamale, e pure parecchio. in ogni caso, non parla a nome mio, questo lo posso garantire. ma vediamo nel dettaglio.

1) Gli uomini tendono a non esprimere i loro sentimenti con le parole. Preferiscono agire [...] e quindi, come ha scritto femminismo a sud, [...] tu gli chiedi di definire un’emozione e loro ti fissano una mensola alla parete. no further comments required.

2) le donne sono più abituate a interloquire, [...] non possono pretendere che i maschi siano per forza come loro. no, non possono. ma vorrei vedere il signor/a staimale avere a che fare con qualcuno che non dà segno di aver recepito ciò che sta dicendo.

3) gli uomini tendono a consolidare le proprie relazioni condividendo qualcosa di molto personale: una passione, un interesse, il sesso… continuo io: la clava. ehi, signor/a staimale, anche se da seduto non posso stringere forte le cosce, son dotato di pensiero speculativo pure io, sai?

4) Una donna deve capire che garantire al partner una zona franca è uno strumento decisivo [...] vabbè, una donna. mica tutte. basta che ci si metta d'accordo su chi (propongo la signora staimale, se è donna).

5) L'uomo è tutto suo padre. oddio, nel mio caso spero proprio di no. anzi, se devo dirla tutta, visto quanto l'ho ammirato, coi miei figli mi comporto quasi sempre all'opposto di come ha fatto mio padre con me.

6) L’uomo dimentica in fretta. e di solito non capisce troppo. si vede che il signor/a staimale ha avuto sempre a che fare con persone con problemi con la memoria a breve termine.

7) L’uomo ha bisogno di indizi chiari e diretti - Una donna che voglia farsi capire bene dall’uomo dev’essere diretta. una cosa tipo: tu tarzan, io jane. ma la vera perla del punto 7) è il link che rimanda a un altro consiglio prezioso, secondo cui se una donna vuol essere sedotta, a scanso di insuccessi, sarà bene che si rivolga al maschio nel modo più diretto possibile. da qual che capisco, dovrebbe essere sufficiente togliersi le mutande davanti a lui.

8) L’uomo ama essere apprezzato per quello che fa. no! ma sul serio? io pensavo che funzionasse meglio se insultato e denigrato.

9) La maggior parte dei maschi sotto i 60 anni pensano al sesso almeno una volta al giorno (contro il 25% delle donne); gli uomini hanno fantasie erotiche due volte più frequenti, oltre che più varie, e pensano molto più spesso anche a rapporti sessuali occasionali. io vorrei sapere dove il signor/a staimale ha reperito la fonte di questa notizia. ma probabilmente questo è vero, nella stessa misura in cui gli unici animali monogami sono i piccioni e i cattolici (woody allen).

10) L’uomo vorrebbe che tu prendessi più spesso l’iniziativa nel sesso. ma se una donna non lo fa, forse un motivo c'è. fatti una domanda, e datti una risposta.

però attenzione, perché 11) Ci sono volte che anche all’uomo non va di fare sesso - Alle donne può suonare strano, se non impossibile: invece è proprio così. Proprio come accade al "sesso debole", anche il maschio può avvertire l’oppressione di stress da lavoro, bollette da pagare, inquietudini varie causate dalla routine quotidiana. Se un uomo dice "oggi non mi va...", una donna non deve prenderla come una mancanza di interesse nei suoi confronti [...] e anche qui, consiglio di seguire il link, perché è favoloso: non solo dice "vediamo la top five" e poi elenca sei motivi, ma quei sei motivi sono chiaramente indicati come le scuse più ricorrenti, pretesti addotti per nascondere qualche altra motivazione, ben più concreta. ma col cazzo che ve la rivelerà. non si riesce a uscire dai cliché...

12) Per l’uomo conta molto il tuo piacere - Anche se le donne tendono a pensare il contrario, per gli uomini il piacere della partner è molto importante. Per questo è importante che la partner, anche a costo di fare uno sforzo, si confidi con lui, parli, gli spieghi quello che ama sotto le lenzuola (e quello che invece proprio non gradisce). E non pensiate che il vostro uomo non vi ascolterà, anzi: perché sa benissimo che il vostro piacere assicura anche il suo. capito, donne? ricordatevelo, la prossima volta che avrete a che fare col solito tipo che tutto fa tranne aprire occhi e orecchie e guardare e ascoltare se vi piace oppure no. e decidetevi, una volta per tutte, a farvi installare 'sto cazzo di navigatore...

e, come disse il cieco che aveva messo le mani sulla grattugia: "ma chi è che ha scritto tutte 'ste stronzate?"

quant'è bella giovinezza

antefatto: su rolling stone di novembre, nella rubrica della posta, viene pubblicata una lettera di un lettore che si dichiara poco entusiasta delle scelte editoriali del giornale, specie per quanto riguarda la copertina con fabri fibra e dice di aver comprato il giornale più che altro perché conteneva un articolo su alice cooper. nel numero di gennaio esce una lettera di risposta da parte di una giovane lettrice, di cui riporto un lungo passo:

Caro lettore ultratrentenne (diciamo pure ulraquarantenne o, per essere proprio cattivi, ultracinquantenne), mi fai il favore di tacere? Mi spiace dirtelo, ma hai fatto il tuo tempo. Compri il Rolling Stone solo quando in copertina c'è De André o Alice Cooper o qualche cantante morto a 27 anni? Bene, allora sei proprio un cretino che non ha capito niente dello spirito di questo giornale. Il Rolling Stone, per come lo vedo io, che ho 16 anni e davanti a me un roseo futuro di disoccupazione, dovrebbe essere la voce della novità, della musica vecchia (perché Alice Cooper è del 1948 e non mi pare proprio un giovincello) e soprattutto di quella giovane. Non ti piace Fabri Fibra? Non ti piace la musica di adesso? Allora continua a logorarti ascoltando quei meravigliosi dischi che cantano un'età che né tu ne i tuoi amati Beatles e Rolling Stones avete più. Sei invecchiato, amico, e le cose, dai tuoi dorati 18 anni, sono cambiate. Vecchio non è meglio, è solo vecchio. E non credere che io sia totalmente a digiuno di "cultura musicale", come hai voluto chiamarla, non credere che io non abbia mai ascoltato la musica degli anni '60, ‘70 e ’80, in cui sono certa che ti crogioli, inveendo contro la disoccupazione giovanile e i politici, di cui tu fancazzista stipendiato imiti gli atteggiamenti aggrappandoti convulsamente al testimone che È STATO tuo e che dovresti passare ai tuoi figli. Ti è spiaciuto che ci fosse un articolo lunghissimo su Fabri Fibra e che per Alice Cooper ci fosse solo una paginetta? Ma non è forse vero che Alice Cooper è già qualcuno, ha già venduto i suoi dischi, ha già cambiato il modo di fare musica? [...]
ho da dire un po' di cose. intanto, sulla questione che fabri fibra sia un campione rappresentativo della musica di adesso: no. con tutto il rispetto per il personaggio, fabri fibra è quasi altrettanto vecchio di alice cooper. non è una questione anagrafica, è una questione della cultura a cui si fa riferimento, e la cultura hip hop non è proprio roba del xxi secolo. inoltre, mi pare proprio che sia roba d'importazione, quindi ogni eventuale pretesa di originalità credo sia scongiurata. questo perché da quello che la lettrice scrive si avrebbe l'identità giovane = novità, ma direi che in questo caso non ci siamo proprio.

e spiace per la signorina, ma per vedere verificata tale identità, altra chance non abbiamo che guardare al passato: vediamo un attimo che età avevano alcuni dei grandi innovatori dell'arte del secolo scorso, in ogni campo, al momento della creazione di una loro opera importante, con particolare riguardo al rock, la musica ggiovane per definizione:



andy warhol: personale alla hugo gallery, 1952: 24 anni
bret easton ellis: american psycho, 1991: 27 anni
elvis presley: heartbreak hotel, don't be cruel, hound dog, 1956: 21 anni
ernest hemingway: addio alle armi, fiesta, 1956: 27 anni
federico fellini: la strada, 1954: 34 anni
genesis: foxtrot: 1972: età media 22 anni
george gershwin: rhapsody in blue, 1924: 26 anni
igor stravinskij: l'uccello di fuoco, 1910: 28 anni
jack kerouac: sulla strada, 1949: 27 anni (pubblicato nel 1955)
james brown: please, please, please, 1956: 23 anni
jimi hendrix: electric ladyland, 1968: 26 anni
keith haring: primi lavori importanti, 1978: 20 anni
pablo picasso: les damoiselles d'avignon, 1917: 28 anni
pink floyd: atom heart mother, 1970: età media 26 anni
radiohead: ok computer, 1997: età media 28 anni
sex pistols: god save the queen, 1977: età media 20 anni
stanley kubrick: orizzonti di gloria, 1957: 28 anni
the beatles: sergeant pepper's, 1967: età media 26 anni

e altri ne potrebbero venire in mente, ma il dato che ne vien fuori è che, con l'unica eccezione di fellini tra i citati, molti artisti innovatori hanno espresso compiutamente le loro potenzialità nel terzo decennio della loro vita, a volte addirittura al suo inizio: fabri fibra quest'anno ne compie 36 e non mi pare che finora abbia prodotto alcunché di sconvolgente, quindi consiglierei alla signorina della lettera di guardare altrove per scegliersi i suoi campioni di apporto di novità e freschezza in campo musicale.

il problema è: dove? e la seconda/terza domanda, non meno importante, è: dove stanno i giovani? che stanno facendo? dagli anni '60 in poi, la generazione dei ventenni è stata quella che si è resa protagonista del cambiamento, dato che ne incarnava istanze e aspirazioni: anche qui, gli esempi si sprecano: dal maggio francese in avanti, non c'è stata quasi soluzione di continuità nella protesta studentesca; almeno fino a adesso. al momento, mi pare che i più indignati siano i quarantenni o giù di lì, vale a dire quelli che rischiano concretamente di più le ricadute di questa crisi, visto che, in caso di disoccupazione, difficilmente troveranno una ditta disposta ad assumerli, anche perché è molto più facile far accettare standard lavorativi da schiavitù a qualcuno che comincia adesso, piuttosto che a qualcuno che qualche diritto, nei decenni precedenti, se l'è guadagnato.

non è che pretenderete che la rivoluzione vada a farla io, a quasi cinquantadue anni, con la prostata che comincia a darmi fastidio e due figli minorenni a carico...?

martedì 3 gennaio 2012

de che stamo a parla'?

parliamo di sesso? giuro, lo faccio una volta sola e poi non straccio mai più i marroni, ché non voglio fare la figura di quello che non ha mai sentito citare jay leno.

race car driving is a little like sex: all men think they're good at it.

sono sempre stato un individuo molto sessuato, è una passione che si è rivelata in me fin da piccolo, molto piccolo; non sto a raccontare particolari, ma fidatevi. e nella mia vita ho fatto molto meno sesso di quanto avrei avuto voglia di fare: anche quando avevo relazioni stabili e continuative, anche che contemplassero convivenza, e anche quando le mie compagne erano gioiosamente inclini ad assecondarmi, per me non era comunque abbastanza.

si penserà che uno come me abbia quindi collezionato chissà quale numero di avventure, che io sia stato a letto (o posti equipollenti) con una cifra di donne astronomica. e invece, no. io mi masturbavo. anche durante le convivenze, anche quando eccetera, eccetera.

già sento i commenti in sottofondo ("sfigato!") e vorrei serenamente replicare: sticazzi. quando ero più giovane mi è capitato di patire invidia verso quelli che vantavano un palmarès a tre cifre, anche fatta la dovuta tara, ma poi ho capito che, in fondo, non c'era proprio niente da invidiare: la quantità senza qualità, per me, non è mai stata un obiettivo. e poi, quale merito c'è nel rimorchiare in discoteca una cretina strafatta di ecstasy che l'avrebbe data anche a un cammello e farci una sveltina nel parcheggio? però - e qui sta il punto della questione - una "preda" simile per molti è da considerare un valido trofeo.


l'erotismo dell'uomo medio funziona così: medioman adocchia qualcuna (ma la cosa è abbastanza opzionale), si fa dei gran film mentali su tutto quel che potrebbe succedere con lei dentro e fuori dal letto, il tutto filtrato da una buona dose di pornografia industriale e, quando arriva al dunque, è talmente eccitato che quando va bene in dieci minuti è finito tutto. il fatto è che questo è un cane che si morde la coda: la pornografia industriale è come l'azione politica di berlusconi: non fa quel che andrebbe fatto, fa quello che dicono i sondaggi. e siccome per loro è un problema di acquisizione di quote di mercato (che sta alla politica come la raccolta del consenso), la mossa vincente è assecondare i gusti di medioman. e così si dà il via al circolo vizioso: medioman si convince che quel che vede fare nei filmetti che scarica da internet sia la maniera "giusta" di far sesso. non sa invece che vede solo se stesso, riflesso: solo, esteticamente (e quantitativamente) migliorato.

però non si creda, le donne spesso sono complici, nella maleducazione sessuale. io ho avuto culo, perché le mie prime esperienze le ho fatte con la mia fidanzatina, ragazza volitiva e femminista della prima ora, ma capisco che a non tutti capita una fortuna del genere, e molte cadono nella trappola tesa dal maschio, che giammai ammetterà di essere inesperto e quindi bisognoso del benché minimo suggerimento: ha imparato tutto su youporn.com, non ha bisogno di fermarsi a chiedere indicazioni. invece p., la mia ragazza dai 15 ai 19 anni, decisa com'era ad assecondare le sue e le mie spinte ormonali, è stata per me una palestra insostituibile. eravamo inesperti tutti e due, ma avevamo voglia di imparare (e anche di scopare, sì, e ce lo dimostravamo senza falsi pudori) cercando di mediare l'impulso e la ragione, i miei di maschio e i suoi di femmina, e quindi ogni comportamento era soggetto a negoziazione; era impegnativo, sì, ma alla fine ci siamo divertiti un bel po'.

se arrivi invece con la presunzione di essere nato imparato, fai solo danni. ma andiamo oltre, facciamo finta che tutti sappiamo farlo meglio, con fantasia e sincera curiosità: siamo uomini e donne del ventunesimo secolo, siamo passati attraverso la liberazione sessuale e il femminismo, siamo sopravvissuti all'oscurantismo dei tempi in cui sembrava che l'aids ci avrebbe ammazzato tutti e alla finta libertà sessuale di poter sbirciare dal buco della serratura le smutandate di casa nostra. abbiamo fatto sbagli e cose giuste, e siamo arrivati alla maturità con un bagaglio di esperienza tale che ci faccia affrontare il sesso con la giusta consapevolezza. cioè, dovremmo. perché in realtà, manco p'o cazzo.

come si diceva, la cosa diventa divertente sul serio quando si arriva ad un punto soddisfacente per entrambi, il che per me significa essenzialmente condividere delle fantasie; metterle o meno in pratica, è un'altra faccenda, ma che perlomeno se ne possa parlare, ciascuno delle proprie, senza per questo essere accusati di essere immorali o indecenti, io lo trovo il minimo sindacale. andiamo, dunque, alla scoperta dei desideri (più o meno) nascosti, e facciamo un bel coming out, magari con una mascherina sul viso tanto per non essere esposti a fraintendimenti, ché son sempre dietro l'angolo (ma più spesso dietro le persiane ;-) ). e quindi, trovata infine la persona giusta per farlo, inoltriamoci nel mondo del lo famo strano, nella speranza di riuscire a trovare anime gemelle, che non siano là per esibizionismo o per noia parasenile ma per coronare un desiderio che parte sì dal basso, ma filtrato attraverso la materia grigia. niente, peggio che andar di notte. proprio ieri guardavo una serie di filmetti porno tratti da un'intera serie di dvd piuttosto fatti in casa, in cui in sostanza un tizio va in giro per l'italia a trovare coppie che hanno scritto alla casa di produzione video per farsi riprendere mentre fanno sesso, con l'opzione di mettere la donna, per così dire, in condivisione. vabbè, qualcuno è evidentemente un fake, ma parecchi sono autentici, e devo dire che in linea di principio ammiro quelle coppie che riescono a rimanere complici pur nella totale promiscuità. deve esistere una intesa cerebrale superiore per arrivare a tanto. ma poi, nella pratica stretta, che cosa succede? niente di più della solita inzifonata, alla materia grigia ci penseremo un'altra volta.

e io che resto sempre col dubbio che vabbè, forse è solo il solito filmetto porno malfatto, ma nella realtà succede ben di meglio, domando all'altro capo d'italia, a lei che le sue esperienze le ha fatte: "ma davvero la gente scopa così male?"
e dall'altra parte perviene, laconico e sconsolato:
"sì".

ho sempre fatto paragoni tra sesso e musica, probabilmente perché la musica è la sola altra cosa che mi abbia davvero appassionato, ma spesso trovo similitudini calzanti: nel sesso come nella musica, quando sei con qualcuno, se suoni uno strumento differente devi saper ascoltare l'altro, per trovare il tuo spazio e dare il giusto risalto ad entrambi; se suonate lo stesso strumento, dovete scegliere registri differenti in modo da non sovrapporvi e creare dissonanza o cacofonia. le cose si complicano se siete in più di due, ma questa è un'altra storia. quante volte mi son trovato, nella mia sconfinata curiosità per l'altro sesso e i suoi meccanismi mentali in materia di erotismo, a sentirmi ripetere la frase "un uomo deve prima di tutto scoparmi il cervello"? poi succede che, piuttosto che sforzarti a comprendere le inclinazioni erotiche di un uomo (peraltro disposto a comprendere le tue), cedi a un uomo che ti intorta con mille promesse, millantando prestazioni erotiche inenarrabili (ma forse sarebbe meglio farsele narrare, così ti fai un'idea più precisa), e che al dunque si contenta di scoparti le parti anatomiche più in basso, lasciando a te il compito di condire la questione con le tue fantasie, che peraltro rimarranno tali, e magari solo nella tua testa. e tu sei talmente abituata a tutto questo che finisce per sembrarti normale, anzi peggio: sei convinta di essere una sorta di sacerdotessa del sesso, con il tuo atteggiamento mutuato da sex and the city. e invece hai solo fatto da specchio per un maschio narcisista ed egoriferito.

e allora ho solo da dirti: e allora sono cavoli tuoi, sorella: se questo è tutto quello che sai osare, cioè quattro tecniche erotiche imparate alla cazzo di cane tramite passaparola incerto, tu non mi interessi. anche qui, è come fare musica: quando suoni con dei principianti, o comunque con gente che non ha una cultura musicale vasta quanto la tua, ti diverti solo i primi cinque minuti. poi, se gli altri non ti stanno dietro, o peggio son convinti di star facendo miracoli, subentra la noia. e non è snobismo: è solo che non è divertente.