mercoledì 29 giugno 2011

diamo corpo (parola) ai pensieri. parte I

riprendiamo da qui, da "in molti siamo stati adolescenti soli". no, forse non in molti, ma eravamo abbastanza - solo che non ce ne rendevamo conto. la letteratura, più o meno buona, è colma di esempi di gente che si autoghettizza fino all'isolamento, perché si sente più intelligente della media dei suoi compagni, amici, conoscenti: dopo qualche tentativo, invece di condividere il proprio talento, ci si chiude in un isolamento che è composto da frustrazione, invidia, spocchia e orgoglio in proporzioni variabili.

perché?

l'intelligente non è simpatico ai meno intelligenti: ne hanno paura e lo isolano, al bisogno lo mobbizzano. e chi detiene un potere (qualsiasi potere) sobilla più o meno scopertamente le manovrabili masse dei meno intelligenti facendo loro credere di essere nel giusto, che essere superficiali e acritici è un diritto e uno status addirittura auspicabile, e impone modelli culturali sempre più volgari, basati sulla più grassa ignoranza, proponendo figure di riferimento che devono il loro successo proprio alla loro volgarità e ignoranza - a volte alla loro insensibilità. e anche qui, volendo, esempi a decine.

in tempi recenti, l’ignoranza si è addirittura fatta casta (inteso come sostantivo, non certo come aggettivo) e quindi classe dirigente. nessuno può smentirmi se dico che questo esecutivo è il più cialtrone dalla nascita della repubblica: gente incompetente, gente che sta dove sta solo per meriti che esulano dalla competenza, gente che in altre circostanze e in un altro paese potrebbe aspirare al massimo a un posto da portaborse, elevati a ranghi ministeriali. ma per favore. eppure esistono.

nel suo diario minimo, umberto eco nel 1963 pubblicava la fenomenologia di mike bongiorno, introducendo il concetto di everyman. trovo che oggi siamo arrivati ben oltre le - pur disastrose - aspettative: Mike Bongiorno convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. (...) Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti. ecco: oggi il mikebongiorno è al potere.

e per oggi basta così. ma non è finita.

2 commenti:

  1. Quanto hai ragione! E stiamo andando ancora più giù alla velocità della luce, sia a livello di classe dirigente sia a livello di società (in)civile. Come se ne potrà mai tornare su? D'adeguarmi alla discesa proprio non riesco - pur se ciò significa essere sempre più parte di un piccolo gruppo di persone. Io nella volgarità e nella becerità di questa società attuale sto davvero malissimo :-(

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  2. il discorso è a puntate. penso che ci saranno spunti di riflessione per tutti.

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Commenti chiusi.

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